A quando un Europa più verde e politicamente responsabile?

da | 18/09/2017 | C'era Una volta il Web

L’11 settembre scorso la Norvegia ha scelto il suo parlamento, non senza qualche apprensione sempre più “verde” e ci si sta domandando sempre di più come fare per poter uscire dal ricatto dell’oro nero, quali sono le vere alternative per salvaguardare il nostro pianeta…

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Al momento di scrivere queste righe, 11 Settembre 2017, la Norvegia sta andando alle urne per eleggere i propri parlamentari in un paese che, a detta del Word Happiness Repoirt 2017, è uno se non il più felice al mondo, con il maggiore indice di sviluppo umano, sempre secondo le statistiche stampate qui e là.

Non a caso, la Norvegia è anche uno dei paesi più ricchi al mondo grazie alla produzione e sfruttamento del petrolio ma la dipendenza alla fuoruscita dell’oro nero dal suolo sta diventando uno dei problemi più seri per il nostro pianeta in generale e per gli abitanti dei paesi produttori di grezzo, come la Norvegia appunto, in particolare.

Vari partiti, come il partito Ecologista sostenitore della necessità di difendere l’ambiente e l’equilibrio naturale, sostengono da parecchio tempo che bisogna “uscire” al più presto dal “tutto petrolio” e dare alle proposte alternative e più ecologiche una sempre più grande fetta in termini nazionali e internazionali, energie rinnovabili e più “pulite” a tutto spiano.

Se anche è vero che la Norvegia è riuscita a far fruttificare gli introiti pubblici del petrolio, si parla di più di Mille Miliardi di Euro, è anche vero che il settore sta perdendo colpi, in sedici anni la produzione nazionale del greggio è stata dimezzata, la crescita nazionale si è anchilosata ed il tasso di disoccupati sta aumentando poco a poco, ma sempre di più.

Foto Thomas Martinsen

Foto Ryan Hafey

Agli inizi del mese di agosto, un sondaggio pubblicato dal quotidiano “Dagbladet” indicava che per la prima volta, una maggioranza di Norvegesi (circa il 44%, ndlr) erano più che disposti a limitare le “attività” petrolifere per poter contenere le emissioni di gas a effetto serra in proporzioni più che adeguate. La produzione di greggio sta diminuendo un po’ dappertutto e, secondo fonti ufficiali norvegesi, la produzione del settore della pesca e della pisci-cultura diventerà tra non molto la principale fonte di scambio commerciale, lasciando per la prima volta la produzione del greggio al secondo o anche terzo posto nella bilancia del mercato norvegese.

Un numero sempre maggiore di “Case automobilistiche” sta pagando soldi e tasse enormi (probabilmente un goccio delle casseforti e banche di “Paperopoli-Oro Nero”) per aver truffato nella messa in circolazione di automobili con il tubo di scappamento che “dichiarava” un tasso di gas a effetto serra inferiore di quello reale soltanto al momento della omologazione, poi il tubo di scappamento faceva come voleva, tanto gas in più o gas in meno…

Forse sarebbe ora di pensare anche a quelli che verranno dopo noi, i nostri figli ed i figli dei nostri figli, che cosa lasciamo loro se non un problema che non sarà risolto prima di altri trent’anni, più o meno, al momento cioè di mettere la parola fine alla produzione e allo sfruttamento dell’oro nero?