Foto trovata su Internet, autore sconosciuto…


 

Volevo soltanto ricordare una persona che mi ha sempre impressionato, per vari motivi che sarebbe superfluo enumerare qui, un ciao fraterno e con una riverenza tipica padovana…

Nel lontano 1975, Simone Veil risponde ad alcune domande di una giornalista di un settimanale francese, Le Journal du Dimanche – JDD, intervista in cui il ministro nonché la donna lasciano il segno, un’intervista straordinariamente attuale, intervista che lascia la giornalista stessa di stucco per la grandezza morale e spirituale delle risposte ma sopratutto per la semplicità con cui Simone Veil ha risposto alle fatidiche domande.

Nessun trucco, nessun disguido, nessuna manfrina attuale di qualsiasi politicante, nessuna importanza di quale bordo, nessuna risposta preparata e sopratutto una concretezza di vita vissuta e di vita di ministro.

Le donne devono ribellarsi, ottenere le stesse condizioni lavorative degli uomini Simone Veil

1927 - 2017

Un esempio su tutti. Ad una domanda della giornalista riguardo l’economia, Simone Veil si rifiuta di rispondere, dicendo “Non ho una formazione adeguata e sufficiente in questa materia per poter rispondere a domande del genere”, roba da matti quando sai che oggi piuttosto che risponderti in questa determinata maniera, ti seppelliscono in una marea di parole dove riuscire a trovare il filo della matassa assomiglia al famoso Filo di Arianna, con conseguenze minotauresche, perdonate l’aggettivo coniato in questo istante…

Nella stessa intervista Simone Veil consiglia di non oltrepassare mai 600 posti letto in un ospedale, migliorare le condizioni di lavoro delle infermiere e infermieri, meno stress e più disponibilità grazie ad un numero adeguato di posti di lavoro in relazione con i posti letto, non farebbe una piega anche adesso.

“Le donne devono ribellarsi, ottenere le stesse condizioni lavorative degli uomini”, senza dimenticare di far notare le ineguaglianze flagranti nei salari, nelle situazioni e attributi del posto di lavoro, per non parlare delle possibilità di studio e di carriera scolastica delle donne, talvolta obbligate a lasciare gli studi per ragioni “familiari”.

Foto Thomas Martinsen

Foto trovata sul sito culturevie.info

Tutto questo da una donna che si è sempre domandata come ha fatto ad uscire viva dal campo di concentramento di Auschwitz, matricola 78651, dopo aver visto più di 400.000 prigionieri ebrei ungheresi sterminati, bruciati, il tutto in meno di tre mesi. Fate il conto voi di quanto se ne possono uccidere in un giorno solo…

Non si è mai scordata chi era e da dove veniva, ha sempre risposto a tutti con due occhi straordinariamente azzurri, uno sguardo forse triste ma che non ha mai dimenticato, come si potrebbe dimenticare…

Per finire, all’uscita da una riunione ministeriale, alla domanda praticamente a bruciapelo “Auschwitz l’ha sicuramente dimenticata, lei ha dimenticato Auschwitz?”.
Con uno sguardo più stanco che arrabbiato o seccato, Simone Veil risponde “Non dimenticherò mai, finché vivrò..”

E se ne è andata…