Zero Of Sin

I Paesi di lunga tradizione democratica hanno sistemi elettorali che si preoccupano della stabilità e coesione dei governi, preferendo leggi elettorali maggioritarie piuttosto che proporzionali. E’ un tema di attualità per il nostro Paese visto che il Parlamento sta approvando una nuova legge elettorale. Dobbiamo augurarci che adotti una legge elettorale che favorisca il formarsi di una maggioranza parlamentare coesa. Senza, cioè, la necessità di accordi con piccole formazioni politiche che, volenti o nolenti, assumeranno un potere politico superiore ai voti ricevuti dagli elettori: essendo indispensabili alla composizione della maggioranza parlamentare, il ricatto diventa lo strumento del loro “dialogo” politico.

 

Un Senso Civico da tenere d’occhio…

21/06/2017 | Si vive una volta solo

Nei paesi di lunga tradizione democratica (USA, Canada, Gran Bretagna e Paesi scandinavi e altri) dove il sistema elettorale è maggioritario, i Partiti politici sono fondamentalmente due, al massimo tre, e le minoranze all’interno dei partiti non hanno l’interesse di uscire dal partito per crearne uno nuovo. Combattono democraticamente all’interno del partito di appartenenza per cercare di far prevalere il loro punto di vista.

Nel nostro Paese molto dipenderà dal livello di educazione civica e democratica dei cittadini italiani che, sulla base delle ultime esperienze elettorali, non sembra sia stata particolarmente significativa. Si pensi che le ultime elezioni politiche nel nostro Paese, nel 2013, si sono svolte sulla base di quattro liste elettorali che rappresentavano rispettivamente una Coalizione di Centro-Sinistra (Partito Democratico, Sinistra ecologia e libertà, Centro Democratico, Südtiroler Volkspartei), una Coalizione di Centro-Destra (Il Popolo della libertà, Lega Nord, Fratelli d’Italia, La Destra, Grande Sud, Moderati in Rivoluzione, Partito Pensionati, Intesa Popolare, Liberi per una Italia Equa), la Coalizione di Mario Monti (Scelta Civica con Monti per l’Italia, Unione di Centro, Futuro e libertà) ed il Movimento 5 Stelle.

Nei paesi di lunga tradizione democratica i Partiti politici sono due, al massimo tre

Infine, altri singoli partiti hanno presentato la propria lista in tutte o in parte le circoscrizioni elettorali del Paese: Rivoluzione Civile, Fare per Fermare il Declino, Partito comunista dei lavoratori, Forza Nuova, Lista Amnistia Giustizia Libertà, Die Freiheitlichen, Casapound Italia, Fiamma Tricolore, Io Amo l’Italia, Indipendenza Veneta, Liberali per l’Italia, Partito sardo d’azione, Liga Veneta Repubblica, Riformisti Italiani, Indipendenza per la Sardegna, Partito Repubblicano Italiano, Partito di alternativa comunista, I Pirati, Movimento Progetto Italia, Progetto Nazionale, Tutti Insieme per l’Italia, Staminali d’Italia, Democrazia Atea.

Se ho contato bene, in occasione delle ultime elezioni politiche italiane, nel 2013, per il rinnovo dei due rami del Parlamento, i partiti politici presenti nel nostro Paese a livello nazionale o locale, erano 40 (dico ben quaranta). È una situazione, questa, che definirei scandalosa e che, si voglia o no, non solo esprime un mondo politico italiano immaturo a un sistema realmente democratico ma, anche, un livello civico dell’insieme della cittadinanza italiana assolutamente insufficiente per assicurare al Paese un sistema politico democratico efficace.

Vorrei poi aggiungere che, alcuni di questi movimenti politici, si distinguono per la loro opposizione all’Unione Europea che, in un mercato globalizzato nel quale viviamo, è essenziale per consentirci di competere con un minimo di successo con l’economia degli Usa e del BRICS (acronimo delle maggiori economie emergenti quali Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, che hanno dato vita a una propria strutturazione finanziaria autonoma, New Development Bank, alternativa al FMI durante il loro 6º summit a Fortaleza, in Brasile, il 15 luglio 2014).

C’è da augurarsi che la scuola, sin da quella elementare, contribuisca ad assicurare alle nuove generazioni un più elevato senso civico della nostra gente, attraverso lo studio delle forme di governo della cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato e dell’Amministrazione pubblica in generale.