Stavo cercando tutt’altra cosa su internet, ricerche e affini, quando sono per caso “cascato” su una perla più unica che rara, una reminiscenza pari ad una quasi percezione “immortale”, il mio primo ristorante italiano a Beirut, il mitico e favoloso “Ristorante Romano 222”  della Famiglia Casini, una storia nella storia.

Ho incominciato ad andare a scuola insieme a Guido Casini, figlio di Romano e fratello di Luigi, Mirella e Teresa ma anche cugino di Bruno e che con Bruno ha fatto quattromila e settecento magagne da raccontare  un’altra volta, altri tempi e altri ricordi…

Guido, stavo dicendo, al momento di sbarcare a Beirut, accompagnò il sottoscritto per quasi tre mesi a scuola e ritorno tutti i giorni, da Rue de Phœnicie fino in pratica all’entrata secondaria della scuola sita in Rue Mme Curie difronte all’Hotel Bristol. Infatti subito dopo lo sbarco a Beirut della famiglia Friso, non avevamo ancora la cucina funzionante al 100% e come primo pasto ufficiale siamo tutti finiti al Ristorante Romano di Tommaso Casini, poco distante da casa, appunto al 222 della strada perpendicolare alla Rue de Phœnicie, con cui papà fece conoscenza in pratica subito dopo essere arrivato a Beirut qualche mese prima di noi. Il ristorante era di un livello alquanto eccezionale e se ben mi rammento il Tommaso arricciava il naso quando un piatto qualsiasi non era conforme alla Magna Carta della cucina “romana”, origini della famiglia Casini. Si mangiava più che bene e nessuno ha mai scordato i piatti di pasta del 222, anche dopo tutti questi anni.

Il ristorante fu fondato da Tommaso nel 1950, il “222”, come lo si chiamava all’epoca, fu il primo ristorante italiano di Beirut, il primo a offrire una vera e autentica cucina italo-romana e sebbene la guerra e vicissitudini varie Luigi ha tenuto aperto il ristorante anche durante la guerra e non ha mai lasciato il Libano e Beirut in particolare.

Non so esattamente che fine abbiano fatto Luigi e Guido, troppi anni dall’ultima volta che ci siamo visti, mentre ho rivisto la Teresa Casini a Bruxelles dove lavora e se ben mi ricordo la Mirella mi sembra ricordare si era sistemata in Spagna appena dopo la guerra, ma questo é tutto quello che so e che ricordo.

So per certo che il “222” continua a funzionare e spero un giorno mangiare un piatto di spaghetti a Beirut e bere un bicchiere con Luigi…

Le foto qui di seguito le ho tratte dal sito ufficiale del ristorante, spero che non me ne vogliano ma mi hanno fatto sobbalzare, mi sono venute in mente troppe cose al momento di riconoscere le facce sulle foto.

Diego