Carissimi , purtroppo don Giorgis è stato chiamato “al piano di sopra”, tanta commozione qui e un po’ dappertutto nel mondo salesiano. Vi invio qualche cenno biografico (basandomi su D.Laconi) e una testimonianza su Don Giorgis per il sito degli Exallievi di Beirut.
Quante volte don Nicola e don Giorgis hanno recitato e suonato insieme commedie, drammi, e le famose operette “Il Menestrello della morte” (in cui si cimento’ anche Maurizio Moreno a Beirut, come ci ha ricordato …), “Marco il pescatore”, “Occhio di falco” ecc…
Aggiungo alcune foto: una di 10 anni fa, quando Don Giuseppe era direttore della nostra comunita’ di Gerusalemme, e una di pochi giorni fa a Nazaret in occasione di una intervista che gli venne chiesta per il suo 60-mo di professione religiosa salesiana (1955-2015). Intervista che trovate a fondo pagina.

Don Gianni


 

DON GIUSEPPE GIORGIS (*08.11.36 + 02.03.2015)
Alcuni dati biografici
Giuseppe Giorgis era nato a S. Benigno l’8.11.1936, membro di una famiglia patriarcale dedita alla coltivazione dei campi nella immediata periferia della città di Cuneo, a cui era profondamente legato, e di cui parlava volentieri molto spesso.
Il 15.08.1948 entra per la prima volta dai salesiani a Mirabello Monf. (AL), dove incomincia a frequentare la quinta elementare. Conosciuti Don Bosco e i suoi figli si innamora di loro e chiede di farsi religioso salesiano per essere missionario nella ispettoria della Terra Santa. Inizia il noviziato a Villa Moglia di Chieri (TO) il 04.10.1954 e vi fa la prima professione il 12.10.1955.
Salutati i parenti, parte quasi subito per la Palestina con destinazione Cremisan (inizio degli studi filosofici e liceo scientifico); a causa delle ripercussioni della guerra del Canale di Suez, nel settembre del 1956, con tutto lo studentato filosofico si trasferisce ad Aleppo (Siria), per poi continuare, a fine maggio del 1957 a El Houssoun (Libano), dove si stava aprendo il nuovo studentato filosofico della ispettoria MOR.
Consegue la maturità scientifica a Beirut nel 1958. Lo stesso anno rinnova i voti religiosi triennali, a El Houssoun il 13.10.1958. La professione perpetua la celebra a Damasco, nell’ospedale italiano delle Figlie di Maria Ausiliatrice dove era ricoverato. Se non ricordo male fu proprio il Dr Conti a “rimetterlo in sesto”.
Per il tirocinio pratico è destinato a Beirut (1959–1961), dove il direttore Don Germano lo incarica del gruppo degli “interni”, dandogli piena fiducia: “Tu per loro sei tutto: padre, maestro, amico e duce!”. Don Giorgis ci ha lasciato una bellissima pagina di quegli anni, che ripresenteremo in altra occasione.
Terminato il tirocinio dal Libano passa in Giordania, per gli studi di teologia a Cremisan (1962-1966) che corona con la ordinazione sacerdotale a Gerusalemme il 26.03.1966. L’anno seguente l’ispettore Don Gugliemo Morazzani gli “da’ l’obbedienza”, per lui quanto mai congeniale, di studiare musica. Viaggiando fra Betlemme e Gerusalemme, frequenta i corsi alla Rubin Academy, e nel 1972 consegue il diploma di Maestro di musica (Teoria, Organo e Composizione).
Il seguito, per 43 anni, e’ un succedersi di attivita’ educative, pastorali e formative in posizione di responsabilita’, in quasi tutte le case salesiane del Medio Oriente (Palestina, Egitto, Libano, Siria, Turchia, Israele), sempre apprezzato per le sue doti umane e le sue virtu’ cristiane.


Una testimonianza
Don Giorgis lascia un vuoto, ma rimane il segno della sua testimonianza: un salesiano davvero mistico, profeta e servo dei giovani. Il gusto della vita interiore, della contemplazione unita alla sua vena poetica e musicale lo caratterizzava. Amava, gustava la preghiera. 
Il suo temperamento mite, equilibrato, e una buona dose di sapiente realismo maturato vivendo in questo travagliato Medio Oriente, gli hanno permesso di essere in comunita’ un elemento di serenita’ e di unione. Anche in situazioni di contrasti, anche in posizione di autorita’ …
La gioia di stare con i ragazzi non lo ha abbandonato mai, fino agli ultimi giorni …
Cantava la sua gioia di essere Salesiano!
Essendo passato in tutte le case della Ispettoria, eccetto Tehran, quasi tutti i confratelli lo hanno conosciuto. Tutti: confratelli, allievi ed ex-allievi, professori e collaboratori laici, gli siamo riconoscenti per il suo esempio, il suo incoraggiamento, il suo “non darsi importanza”, il primato della vita spirituale, il servizio alle vocazioni locali e l’accompagnamento dei giovani confratelli in formazione…
Sono le cose che mi vengono spontanee. Ma tante altre ne verranno dopo che la commozione di questo momento sara’ calmata.
Adesso raccomandiamolo al suo santo patrono San Giuseppe (siamo nel suo mese !) perche’ lo presenti al Signore, come suo autentico imitatore, “servo buono e fedele messo ad amministrare la Sua casa”.
Don Gianni.


Ecco il link all’intervista realizzata da Mathew Valiyakattel di qualche settimana fa …
https://www.youtube.com/watch?v=AH4Yh86mU08