Il 15 agosto 2015 ricorrono 200 anni dalla nascita di Giovanni Bosco a Castelnuovo d’Asti. L’apertura dell’anno di celebrazioni avverrà il 16 agosto 2014 per concludersi il 16 agosto 2015. Credo che a distanza di sette anni dal nostro memorabile 1° raduno l’occasione e il pretesto che ci vengono offerti dal Bicentenario siano propizie per lanciare formalmente la proposta per quello che potremo chiamare il nostro Raduno del Bicentenario. Saranno favoriti quelli di noi che risiedono in Piemonte, Liguria e Lombardia, più penalizzati gli altri, ma la ricorrenza è vincolante! Don Gianni ha già qualche idea (pellegrinaggio a fine agosto/inizio settembre al Colle e visita a Torino e poi 2-3 giorni in montagna magari in una casa estiva dei Salesiani), io potrei dare altri contributi essendo già attivo in questo contesto per conto del Comune e del locale Consorzio di Promozione Turistica (i previsti 4 milioni di pellegrini fanno gola!).
Credo però che come base di partenza dovremo chiedere al nostro validissimo webmaster di pensare ad un semplice questionario al quale ognuno di noi potrà rispondere on-line indicando se è favorevole all’idea, quale ritiene per lui il periodo e la durata più favorevoli ed un eventuale commento. Con questi elementi essenziali si potrà cominciare ad imbastire qualche proposta. Don Gianni prevede di essere a Torino tra poco più di un mese e forse potremo già in quell’occasione fare le prime considerazioni. Cosa ne dite?

Il Nonno


Come certamente saprete si sta avvicinando il Bicentenario della nascita di don Bosco che verrà celebrata ufficialmente il 16 agosto 2015 e quale preparazione ideale a questa significativa ricorrenza, nel 2009 dalla Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino è partita l’Urna contenente le reliquie del Santo per un pellegrinaggio mondiale opportunamente denominato “Don Bosco è qui” che ha compiuto il giro del mondo facendo tappa negli oltre 130 paesi in cui è presente l’Opera Salesiana.

Proprio da queste pagine don Antonio Scudu ci aveva fatto pervenire una sua testimonianza dal titolo “Don Bosco in Galilea” ed oggi desidero fare altrettanto descrivendovi la presenza di “Don Bosco in Monferrato”, ovvero nella Diocesi di Casale Monferrato.

In preparazione di questo evento avevo messo a disposizione dell’Opera Salesiana casalese l’apparato di comunicazione del nostro Comune organizzando nell’Aula Consiliare una conferenza stampa di presentazione, moderata da don Moreno Filipetto giornalista e direttore di “PrimaRadio”, un’emittente salesiana che copre tutto il territorio del Piemonte ed alla quale è intervenuto in diretta audio portando il suo saluto e rispondendo alle domande dei presenti don Pier Fausto Frisoli, Consigliere Regionale del Rettor Maggiore per l’Italia e il Medio Oriente.

Venerdì 3 gennaio l’Urna è arrivata a Lu Monferrato, un piccolo comune di 1.160 abitanti dove nel 1881 alcune madri di famiglia, mosse dal desiderio di vedere uno dei loro figli diventare sacerdote o una delle loro figlie prendere i voti, decisero di riunirsi tutti i martedì per l’adorazione del Santissimo e a pregare per le vocazioni. Il risultato sorprendente di questa supplica ha significato 323 vocazioni alla vita consacrata di cui 152 sacerdoti e 171 religiose appartenenti a 41 diverse congregazioni! Particolarmente benedetta dal Signore la famiglia Rinaldi: due figlie entrarono tra le suore salesiane e tra i maschi cinque diventarono sacerdoti salesiani e uno di loro, Filippo, fu il terzo successore di don Bosco.

Nel pomeriggio dello stesso giorno la seconda tappa a Mirabello, dove sorse nel 1863 la prima casa salesiana aperta fuori Torino, oggi non più agibile e dove, se ricordo bene, alcuni dei nostri ben amati “Don” iniziarono il loro percorso formativo prima di prendere “la nave” per il Medio Oriente!

Terza tappa nella mattinata del 4 gennaio a Borgo San Martino dove fu trasferito il piccolo seminario di Mirabello e vide la luce il Collegio San Carlo dove si sono formati generazioni di casalesi e monferrini.

Alle 14.00 dello stesso giorno, accolta dalle Autorità e acclamata con gioia ed emozione da molti giovani, l’Urna giungeva a Casale Monferrato in Piazza Mazzini e da qui trasferita in processione in Cattedrale.

Vale la pena ricordare che tra don Bosco e la diocesi di Casale Monferrato si instaurò un grande rapporto e senza rischio di essere smentiti si può affermare che fu una delle diocesi a lui più care. Nel corso della sua vita conobbe e visitò diverse località di questo territorio grazie anche alle ben note passeggiate autunnali che usava compiere con i suoi ragazzi. La prima volta visitò Casale il 12 ottobre 1861. Proveniente da Crea, si recò con un centinaio di giovani a salutare il vescovo Mons. Luigi Nazari di Calabiana con il quale intrattenne un profondo legame di stima ed amicizia. Analoghi sentimenti don Bosco ha nutrito anche per Mons. Pietro Maria Ferrè, succeduto a Mons. Calabiana. Mons. Ferrè concesse a don Bosco, insieme alla lettera commendatizia, anche l’approvazione diocesana della Società salesiana e delle relative Costituzioni: un riconoscimento giuridico ufficiale determinante per l’inizio dell’Opera.

Durante la permanenza dell’Urna in Cattedrale sempre il 4 gennaio il Vescovo Alceste Catella ha celebrato una S. Messa nel corso della quale ha proceduto anche all’ordinazione diaconale di un giovane seminarista della nostra Diocesi e la giornata si è conclusa con una veglia di preghiera animata dai canti dei giovani dell’Oratorio salesiano.

L’indomani mattina, sempre in Duomo, S. Messa solenne presieduta dal Vescovo che ha generosamente ceduto l’omelia a don Stefano Martoglio, Ispettore della circoscrizione speciale Piemonte e Valle d’Aosta dei Salesiani. Alle 14.00 l’Urna faceva il suo ingresso nel cortile dell’Oratorio del Valentino per poi essere esposta nella tensostruttura opportunamente allestita. Un susseguirsi di canti, preghiere ed animazioni da parte dei giovani ha profondamente segnato il pomeriggio fino a quando alle 17.15 l’Urna ci ha lasciati per raggiungere Asti. L’emozione delle centinaia di persone presenti era palpabile ed ha toccato il suo culmine quando don Luca Barone, responsabile organizzativo dell’intero pellegrinaggio, ha ringraziato i casalesi per l’accoglienza riservata all’Urna e prendendo come spunto il motto “don Bosco è qui” ci ha detto che vedendo partire l’Urna diremo “don Bosco era qui” ma lui ci ha tranquillizzati assicurandoci che se l’Urna era in partenza lo spirito di don Bosco rimaneva sempre qui con noi!

Ci tengo a dirvi che chiusa la parentesi ufficiale dell’accoglienza e della S. Messa solenne, nel pomeriggio all’Oratorio ho orgogliosamente indossato la nostra polo, quella del raduno di Roma creata da Kikka, facendo vedere a chi di dovere l’effigie di don Bosco con la scritta “Ex Allievi di Beyrouth”. Ho parlato di noi e del nostro sito con don Martoglio che conosce bene don Gianni e don Nicola e mi ha detto che un fratello di don Scudu è anch’esso salesiano ed è con lui a Valdocco. Last but not least uno dei componenti della squadra addetta al trasporto dell’Urna era anche presente a Beirut quando l’Urna ha fatto tappa nella nostra cara terra libanese: certamente non si aspettava di incontrare un beirutino  a Casale!

E’ stata per me come per le tante persone che hanno partecipato a questo evento un’esperienza coinvolgente, di grande emozione e profonda spiritualità. Il nostro Maestro lascia sempre il segno, così come fece in occasione del nostro primo raduno e penso di aver colto un suo invito, quello di ritrovarci nuovamente in occasione del Bicentenario della sua nascita, andando ad incontrarlo su quel Colle dove Mamma Margherita ha dato inizio alla sua esistenza.
Voglio chiudere questa cronaca rinnovando a tutti Voi i migliori auguri perché l’anno appena iniziato sia foriero di pace dove questa manca e di serenità nei nostri cuori. Don Bosco è sempre qui!

Un abbraccio e un caro saluto da Flavio meglio noto come il “Nonno