Carissimi e illustrissimi Ex-allievi, sono Don Gianni Caputa salesiano, uno dei collaboratori di DIEGO FRISO webmaster del sito internet degli exallievi della Scuola Salesiana di Beirut.
Ho letto, sul sito appunto, quanto avete scritto a riguardo degli anni ’50.
Penso, mi auguro che continuerete e, seguendo il vostro esempio e accogliendo l’invito di DIEGO, anche altri (Cocchiglia, Bassignana, Sciucair …) aggiungano i loro ricordi, in modo che tutti insieme portiamo avanti questa “scrittura corale” di un pezzo della nostra storia che merita raccontare, per prendere ispirazione per il futuro.

Ieri è scomparsa un’altra figura di quella storia: Don Alfredo ALESSI, come potete vedere dall’allegato qui in calce.
Io lo incontrai solo di sfuggita e lo conobbi di fama. Ma voi penso l’abbiate avuto per alcuni anni come “catechista” e insegnante.
Sarebbe molto bello se poteste scrivere qualche ricordo di lui …, anche in coincidenza con la solennità di Tutti i Santi e la commemorazione dei Fedeli Defunti.
Vi ringrazio e saluto cordialmente.

Don Gianni Caputa


Carissimi, un saluto e un augurio a voi tutti in Don Bosco.
Vi trasmetto pervenuto dal Segretario ispettoriale ISI di Catania l’annuncio della morte del carissimo don Alfredo  ALESSI, benemerito del MOR dove ha lavorato a lungo ad Alessandria, Cairo, Cremisan, come docente di Dogmatica e storia allo studentato teologico.
Ringraziamo il Signore per il bene da Lui fatto tra noi e preghiamo per il suo riposo eterno.
RIPOSI IN PACE!

Cordialmente
don Giovanni Laconio


Intanto saluto don Pozzo che credo sia l’ultimo superstite dalla pattuglia che conobbi dato che era l’ultimo arrivato.
Lo ricordo  un pochino legnoso nei movimenti, ma entusiasta quanto è più di noi  nel football e con il fazzoletto annodato in testa.
All’inizio, non troppo pratico delle lingue parlate in loco attraversando le quali costruivamo crudeli sfottò a carico delle burbe, era una vittima ideale, ma era tanto gentile che ci cercammo bersagli più impegnativi tipo don Alessi. Il Barbarossa .
Il don  era uno dei bersagli preferiti (miei e di Mario Goffi ( Torinese di Damasco) per la sua inflessione sicula che imitai tanto e tanto spesso che finii “all’albero” per una intera, preziosa,  ora della ricreazione. Credo sia stata l’unica punizione che inflisse.
La crudele privazione della quotidiana razione di calcio tra i mucchietti di sabbia, mi indusse a sfottò sussurrati che faceva finta di non sentire.
Devo a don Alessi la passione per la filosofia, il gusto per la sfida intellettuale.
Offriva premi  e voti stratosferici a chi era capace di aggiungere una categoria a quelle di Aristotele o risolvere enigmi di cui abbondava.
Non ho mai vinto, ma ho imparato a lottare e a frugare nei più riposti angoli del cervello in cerca di un punto debole nel ” prêt à porter”  dei ragionamenti che la vita mi ha poi offerto.
Aveva il gusto del saper immaginare il nuovo, voleva irrigare deserti, scavare istmi,  risolvere la vita a chi era in difficoltà .
Col suo enigma dei cammelli, ci ho campato per anni. Oggi ricordo ancora la soluzione, ma non la premessa.  Bassita ! ( locuzione araba che lascio tradurre a don Pozzo).
Se avessi saputo che era  ancora vivo, sarei andato volentieri a ringraziarlo, dopo sessanta anni, con un sospetto di sicilitudine nella voce.

Antonio de Martini


page_pdf  In Memoria : Sac. Alfredo Alessi