Questa notizia ci è stata spedita dal “nonno” (per i tanti che avrebbero difficoltà a mettere un viso sul nome si tratta di Flavio D’Andria, conosciuto anche come il “nonno”, troppo lunga a spiegarvi…) che penso abiti e lavori in quel di Monferrato, zona che diventerà una meta alquanto importante l’anno prossimo, anno del bicentenario della nascita di Don Bosco. La notizia è tratta dal giornale “Il Monferrato” che ha intervistato i presenti ad una delle riunioni preparative in vista dell’evento, evento a cui sono stati invitate parecchie personalità, senza dimenticare il Santo Padre fra i tanti.

Potrebbe essere anche un’occasione per ritrovarci un’altra volta attorno ad un avvenimento di questa importanza, ma per il momento ci limitiamo a proporre qui di seguito l’articolo del giornale, ci sentiremo un po’ più in la per il Ritrovo/Incontro & Co.

Buona lettura

Don Gianni


Don Bosco ritorna in Monferrato, unirsi alle celebrazioni, la visita del rettore

Casale Monferrato | 21/06/2013 — Dal 16 agosto 2014 inIzieranno al colle don Bosco (in Monferrato, ricordiamocelo) le celebrazioni per il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Si preannuncia l’arrivo di milioni di pellegrini da ogni parte del mondo (da aggiungere che siamo nel periodo dell’Expo milanese).

E’ stato logicamente invitato anche il Pontefice che potrebbe essere presente domenica 24 maggio 2015 alla Festa di Maria Ausiliatrice.
Logico presupporre un ritorno benefico per il Monferrato.

Per tale motivo mercoledì nella sala rossa di palazzo Sangiorgio si è tenuta una riunione operativa presieduta dal capo di gabinetto Flavio D’Andria, con il presidente di Mondo Matteo Vernetti e la gradita presenza di don Egidio Deiana rettore della basilica di colle don Bosco, un complesso già da solo in grado di ospitare duemila pellegrini nelle due chiese e cinque mila sul piazzale.
Don Deiana svolge anche l’importante compito di organizzare gli eventi celebrativi.

D’Andria ha sottolineato: “Siamo al secondo incontro organizzato per portare avanti un programma coordinato al fine di far conoscere il territorio monferrino meta, tra l’altro delle passeggiate autunnali del grande sacerdote”.
Questi viaggi erano frutto di un’organizzazione grandiosa: coinvolgevano fino ad un centinaio di giovani e duravano anche 15 giorni.

Gli spostamenti tra i paesi avvenivano a piedi o attraverso i pochi trasporti pubblici esistenti e si riusciva a garantire pasti e alloggio per tutti con una complessa organizzazione e avolte solo con la Provvidenza. Ad ogni tappa si allestivano feste, spettacoli, momenti di spiritualità, incontri con le autorità del paese e momenti conviviali, senza far mancare un’adeguata informazione storica e culturale dei luoghi visitati.
Dal 1859 al 1862 le Passeggiate toccano: Alfiano Natta, Roico, Castelletto Merli e Ponzano, Casale, San Germano, Occimiano, Mirabello, Lu, San Salvatore, Calliano, San Desiderio, Grana, Montemagno, Vignale, Camagna, Conzano. In particolare il 10 ottobre 1861 la salita al Santuario della Madonna di Crea, celebre in tutto il Monferrato, si sa che don Bosco aveva preparato i giovani a quel pellegrinaggio narrando loro la storia del santuario e delle cappelle sparse sul Sacro Monte.

Il bisettimanale Il Monferrato ha ripercorso parte di questi itinerari in una serie di Viaggi d’Autore.

Molto propositivo il rettore Deiana: “Il Monferrato è un territorio fertile che conosco molto bene (ha studiato all’Istituto San Pio V di Penango, ndr), di grandi amici del Santo a cominciare dai vescovi Luigi Nazari di Calabiana e Pietro Maria Ferrè, dai suoi successori don Pietro Ricaldone di Mirabello e don Filippo Rinaldi di Lu Monferrato”. Ricorda anche le molte vocazioni e i due fratelli occimianesi don Evasio e Paolo Rabagliati “grandi missionari in Sud America”.

Parliamo di benefici: “Il Monferrato avrebbe il vantaggio di riscoprire il forte legame con Don Bosco e con i suoi valori che sono quelli tipici dei suoi abitanti… Inolltre accanto ai luoghi classici di Torino e Castelnuovo il territorio è elemento molto significativo nella vita del Santo e dei Salesiani che qui fondarono le prime case il piccolo seminario di Mirabello e il collegio di San Carlo a Borgo San Marino”. Parliamo del Papa: “C’è un legame molto forte tra Papa Francesco e i Salesiani per l’aiuto anche alla sua famiglia”.

Noi aggiungiamo anche il collegamento con mons. Luigi Novarese, recentemente beatificato. Novarese narrò sempre di una prodigiosa guarigione, ottenuta per intercessione di Maria Ausiliatrice e di don Bosco, era il 17 maggio 1931.

Nei programmi, lo si è concordato in Comune, inoltre una mini guida che unisca religiose, arte e accoglienza e una mostra su don Bosco in Monferrato (ci sta lavorando Julien Coggiola). Da Palazzo Sangiorgio il rettore ha raggiunto il Parco del Po per incontrare gli albergatori della zona propiziato da Mondo che fa capofila, da punto di riferimento turistico del Monferrato per l’evento del Bicentenario lavorerà per la realizzazione di un’offerta completa e variegata del territorio, nei suoi vari aspetti culturali religiosi, organizzativi e logistici, in accordo con la realtà salesiana del Casalese.

l.a.-d.r.

Articolo completo di video qui : Il Monferrato