Non posso più uscire di casa, sono obbligato a restarci dentro per almeno tre giorni prima che la febbre della domenica si plachi, anche se non completamente. No, non si tratta di malattie pericolose o rarissime, non si tratta neanche di nessun fiume in piena o allagamenti particolari, non si tratta neanche di neve o gelo sulle strade (ci sono circa 11 gradi oggi e quindi…) e non si tratta neanche di coprifuoco alcuno, anche se sparano a destra e a sinistra ma per motivi di caccia e nient’altro.

Signori, abbiamo dato una lezione di RUGBY ai francesi, e quando dico lezione sono al di sotto della realtà, e siccome dove abito, respiro e mangio, il rugby è considerato come la benedizione Urbi et Orbi del Santo Padre alla domenica, molto ma molto di più che qualsiasi partita di calcio al mondo, mi tocca quindi aspettare la calma dopo la “tempesta” dato che sanno praticamente tutti che sono italiano al 150 %.

Ho voluto mettere il naso fuori stamattina ma il vicino di casa mi ha consigliato di non farlo, mi stanno aspettando al varco e dal panettiere hanno addirittura iniziato una petizione per mandare via dal paese gli stranieri di cui le nazioni abbiano sconfitto i francesi al rugby. Sono quindi senza pane stamattina e se qualcuno riesce a mandarmi un aereo della Croce Rossa con il necessario per resistere tre o quattro giorni chiuso in casa mi farebbe anche un gran favore…

Dopo la parentesi sportiva (goduria mentale per almeno una settimana…) vi invito a leggere “LA CHRONIQUE DE NAGIB AOUN” pubblicata questa mattina dal quotidiano L’Orient – Le Jour (articolo qui>>>>), più che cronaca direi uno sfogo più che legittimo di un qualsiasi libanese al giorno d’oggi, con tutto quello che sta succedendo al di la delle “frontiere”, di qualsiasi genere…

Buona lettura a tutte e a tutti e a presto su questo schermo…

Diego